Dal 24 maggio al 20 giugno 2026, gli spazi di It’s hard noise a Cremona ospitano Geografie (Im)Possibili, un progetto espositivo dedicato alla contemporaneità iraniana, ai conflitti geopolitici e al ruolo delle donne artiste nella costruzione di nuove narrazioni culturali.
La mostra, realizzata da Centro Itard Lombardia e CRAC Cremona, nasce in collaborazione con Visualcontainer e a+mbookstore edizioni, all’interno del programma Stanza di Compensazione – 3ª edizione.
Inaugurazione della mostra a Cremona
L’inaugurazione è prevista per domenica 24 maggio 2026, dalle ore 17.00 alle 21.00, presso gli spazi di It’s hard noise in Piazza delle Tranvie 6/7, all’interno dell’autostazione bus di Cremona.
L’evento si inserisce collateralmente alla settimana dell’arte cittadina e propone un percorso interdisciplinare che intreccia videoarte, archivi storici e installazioni tessili per riflettere sui conflitti contemporanei del Medio Oriente e sulle conseguenze culturali, sociali e umane delle tensioni geopolitiche.

Effetti collaterali: Geografie (Im)Possibili
Il programma Effetti collaterali: Geografie (Im)Possibili, curato da Dino Ferruzzi, Susanna Ravelli e Alessandra Arnò, con la collaborazione di Michela Corzo Farnè, pone al centro la questione iraniana come simbolo di territori attraversati da rivoluzioni, repressioni, aspirazioni di libertà e strategie internazionali di potere.
La mostra evidenzia come le dinamiche geopolitiche globali incidano profondamente sulle vite quotidiane delle persone, generando confini culturali, disuguaglianze e forme di oppressione che si riflettono nella produzione artistica contemporanea.
Femininity: la videoarte delle artiste iraniane
Uno dei nuclei principali della mostra è Femininity, rassegna di videoarte selezionata da Fereshteh Alamshah nell’ambito del progetto Mediterranea – Analysis of experimental gender audiovisual production in the Mediterranean area (Italian Council XI, 2022), ricerca sviluppata da Alessandra Arnò.
La selezione riunisce opere di artiste iraniane che affrontano temi legati a identità, censura, femminilità, controllo sociale e libertà d’espressione:
- Hamideh Sobhanifard
- Elahe Abdollahzadeh
- Mina Eshtehardiha
- Morvarid Ghasemi
- Gelareh Goudarzi
- Farzaneh Sanaei
- Sahar Gholampour
- Shahireh Foroughi
- Shiva Motalebi
- Zahra Barahimi
- Marzieh Alsadat Golestaneh
- Nasim Mahdavi
- Dorsa Basij
Le opere raccontano la complessità dell’essere donna e artista in Iran, tra restrizioni culturali, censura e ricerca di autonomia espressiva. Alcuni lavori presenti in mostra non possono essere esposti nel Paese d’origine.
Archivio storico iraniano: riviste e Guerra Fredda
Un secondo focus espositivo presenta una selezione di riviste storiche provenienti dall’archivio di a+mbookstore edizioni.
Le pubblicazioni documentano il ruolo strategico assunto dall’Iran durante la Guerra Fredda, con particolare attenzione alla nascita della SAVAK, la polizia segreta istituita nel 1957 con il sostegno americano per contrastare l’influenza sovietica e comunista.
Tra i materiali esposti figurano:
- Ettela’at
- Asiaye Javan
L’archivio ripercorre le tensioni politiche che hanno segnato la storia iraniana: dall’ascesa di Ruhollah Khomeini nel 1979 fino all’investitura di Ali Khamenei nel 1989.
War Rugs: i tappeti di guerra tra Afghanistan, Pakistan e Iran
La mostra ospita inoltre una rara selezione di War Rugs provenienti dalla collezione di Enrico Mascelloni, tra i maggiori studiosi del settore.
I tappeti di guerra, sviluppatisi tra Afghanistan, Pakistan e Iran dagli anni Settanta in avanti, trasformano l’estetica tradizionale tessile in uno strumento di rappresentazione bellica e propaganda visiva.
Accanto ai motivi ornamentali compaiono infatti:
- kalashnikov
- missili stinger
- carri armati
- elicotteri militari
- scenari di combattimento
Questi manufatti raccontano il modo in cui i conflitti armati abbiano influenzato l’immaginario popolare e la cultura materiale dell’area mediorientale.
Una mostra sui diritti, la libertà e il ruolo delle donne
Geografie (Im)Possibili propone una riflessione sulla possibilità di superare la politica del conflitto attraverso l’ascolto delle voci artistiche e culturali provenienti dai territori attraversati dalla repressione.
La centralità delle donne artiste emerge come elemento chiave del progetto: pratiche creative che resistono alla censura, alla violenza e al controllo sociale, trasformando l’arte in spazio di testimonianza, memoria e libertà.




Orari e informazioni utili
La mostra è visitabile dal 24 maggio al 20 giugno 2026:
- dal lunedì al sabato
- ore 10.00 – 12.00
- ore 16.00 – 20.00
- festivi chiuso
Sede espositiva
It’s hard noise – transiti creativi per una casa comune
Piazza delle Tranvie 6/7 (autostazione bus) – 26100 Cremona
Contatti
Email: [email protected] | Telefono: 347 7798839 – 351 881330


