Comunità di pratica blu: il sapere delle donne nella pesca che cambia

Due giornate a Pescara tra tavoli e laboratori partecipativi per valorizzare il ruolo delle donne nella pesca e nella tutela dell’ambiente marino

Venerdì 11 e sabato 12 luglio saremo a Pescara, ospiti del GAL Pesca Abruzzo, per le attività connesse alle Azioni 1 e 2 del Progetto Comunità di pratica blu (finanziato con fondi 8×1000 dall’Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai).

Nelle due giornate di lavoro si svolgeranno i tavoli di confronto con “La comunità blu delle donne” e i laboratori dedicati alla “Formazione e consolidamento dei saperi scientifici nello spazio blu”.

Le attività mirano a consolidare e accrescere le competenze e le conoscenze delle donne e della comunità della pesca, sia sulla capacità di comprendere e narrare consapevolmente il ruolo che occupano all’interno della dimensione lavorativa, sia sulla consapevolezza delle ricadute che gli effetti dei cambiamenti climatici avranno sulle loro attività professionali.

I tavoli e i laboratori partecipativi coniugano la divulgazione scientifica e l’esplorazione dell’ambiente marino con un approccio creativo veicolato dall’arte contemporanea.

Guarda il programma

La comunità blu delle donne

La necessità di riconoscimento della presenza delle donne nella pesca costituisce un punto nodale per la riflessione sulla capacità di adattamento e trasformazione di un’economia blu e di piccola pesca in relazione ai cambiamenti climatici.
Sono imprenditrici di aziende a carattere familiare e cooperative, gestiscono le forniture del mercato ittico, sono pertanto le interlocutrici più attente alle prospettive di lungo termine della qualità dello spazio blu.

L’azione si articola in 2 tavoli di confronto nell’area dell’Adriatico in cui le donne della pesca sono supportate nel trovare il focus di ruolo rispetto alla sfida ambientale.
Ogni tavolo è caratterizzato dalla presenza di un coach e di un creativo che attraverso lo spostamento di visione ricollocano le sfide condivise. Un modello di lavoro già sperimentato in forma pilota che ha consentito di raccogliere la necessità di dare seguito a riunioni di confronto e coesione proprio per rinsaldare un’emersione del lavoro femminile.

Formazione e consolidamento di saperi scientifici nello spazio blu

L’attività è incentrata sull’istituzione di due tavoli di lavoro con gruppi di operatrici della pesca in cui il confronto guidato e il processo di formazione sono volti ad approfondire tematiche legate alla biodiversità marina, alla gestione delle plastiche in mare, alle opportunità di flessibilità dei calendari di pesca in relazione ai cambiamenti climatici.

Si prevedono due sessioni di formazione scientifica: 2 laboratori (di 1 giornata di confronto) nell’area dell’Adriatico in cui le operatrici si confrontano con esperti per redigere un manifesto comune d’intenti e di lavoro come contributo alla tutela del mare.


Il resoconto delle due giornate

I tavoli di confronto con “La comunità blu delle donne” e i laboratori dedicati alla “Formazione e consolidamento dei saperi scientifici nello spazio blu”, che abbiamo condotto venerdì 11 e sabato 12 luglio a Pescara presso la sede del GAL Pesca Abruzzo, hanno concluso il ciclo di attività connesse alle azioni 1 e 2 del Progetto Comunità di pratica blu (finanziato con fondi 8×1000 dall’ Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai).

Con il contributo di Marco Maria Zanin e del professor Alberto Felici dell’Università degli studi di Camerino si sono approfonditi sia gli aspetti connessi alla narrazione di genere all’interno del mondo della pesca con un approccio antropologico e il supporto dell’arte contemporanea, sia le mutazioni dell’ambiente marino in relazione ai cambiamenti climatici, in particolare come affrontare l’adattamento della pesca e i benefici che può apportare alla nostra dieta il consumo delle specie aliene presenti in Adriatico.

Gli incontri sono stati caratterizzati, nelle due giornate, dalla presenza di un nucleo eterogeneo di operatrici del mondo della pesca: ricercatrici universitarie, dirigenti Gal pesca, pescatrici, operatrici della filiera della trasformazione e commercializzazione del pescato, responsabili di musei ed ecomusei.

Le attività ci hanno permesso inoltre di conoscere e comprendere una realtà territoriale (l’Abruzzo) in cui ambiente marino e pesca ricoprono ancora un ruolo primario nella vita delle comunità costiere e la loro conoscenza e memoria (sia materiale che immateriale) viene conservata e trasmessa con passione soprattutto dalle donne, compiendo in tal modo un gesto di grande amore nei confronti del mare.

Ascolta qui le registrazioni delle 2 giornate a Pescara

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